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Body Positive: sorridi, sei bellissim*

#BodyPositivity: è questa la parola d’ordine maggiormente utilizzata da 10 anni a questa parte.

*balle dMa a cosa ci si riferisce esattamente quando si parla di Body Positive?

Questo articolo non spiegherà l’origine di tale movimento, ma cercherà di fare comprendere come il nostro corpo non debba obbligatoriamente essere catalogato come bello/brutto, perfetto, a pera, a clessidra, ecc.

Il concetto di Body Positive verrà espresso tenendo in considerazione l’intervista di Armina Harutyunyan, modella ingaggiata dalla casa di moda Gucci, la quale ha ricevuto non poche critiche (ovviamente molte delle quali negative) per via del suo aspetto fisico non proprio “convenzionale”.

L’origine del movimento Body Positive

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Secondo la Treccani, il neologismo Body Positive è stato utilizzato per la prima volta in un articolo del magazine allegato al quotidiano La Repubblica, ovvero il “D – la Repubblica delle donne“, facendolo, quindi, risalire agli anni 2008/2010.

Anche se, a seguito di ricerche più approfondite, pare che non sia proprio così.

Mara Mibelli, conosciuta come un’attivista di @Belledifaccia, sottolinea come il Body Positive abbia fatto ingresso nel mondo, soprattutto femminile, a partire dagli anni 60, quando il movimento Fat Acceptance (1967) si oppose alla classificazione di donna rotonda come madre, vittima del patriarcato e angelo del focolare, a differenza della donna indipendente, la quale veniva rappresentata con un corpo snello.

Negli anni 90, finalmente, fa ingresso il moto che ogni corpo è valido, conducendo le persone ad abbracciare l’idea che il loro corpo debba essere rispettato a prescindere dagli standard di bellezza.

È possibile ritenere che il Body Positive sia riconducibile a un movimento nato per merito di donne oversize, il cui scopo, in origine, fu quello di promuovere un messaggio positivo dedicato a chi non possedeva una corporatura che potesse essere collocata in uno di quei canoni predefiniti dalla “normalità”.

Oggi, il concetto di Body Positive, attraverso l’evoluzione subita nel tempo, è da ritenersi più ampio, tanto da non doverlo limitare unicamente alle donne di corporatura robusta.

In conclusione, è possibile ritenere che coloro che presuppongono di non rientrare nei canoni di bellezza attuali e che, a causa di questi pensano di non essere “belli e perfetti”, siano essi donne, uomini o non binari, sono tutti bellissimi, pur avendo loro dei “difetti”.

I difetti non esistono, al contrario delle caratteristiche personali, che differenziano ogni singola persona, rendendola particolare e affascinante, a prescindere dalla forma del suo corpo, dal colore dei suoi occhi e della sua pelle.

Body Positive e Body Shaming

Body Positive e Body Shaming sono due neologismi profondamente connessi: il primo è essenziale per comprendere come superare le conseguenze derivanti dal secondo.

Armina Harutyunyan in un’intervista ha detto: “Non ho tempo per chi mi vuole abbattere, Non possono vietare alla gente di parlare, ma posso ignorarla”. (Fonte: Blasting News)

Armina è una ragazza armena di 23 anni che ha sfilato per Gucci nel 2019 e fin qui niente di strano, se non l’impatto mediatico che ha sollevato il suo aspetto definito non convenzionale.

Armina, sui social network, è stata bersaglio di plurime offese da parte degli haters, persone capaci di giudicare stando seduti dietro ad un monitor dove nessuno può vederli, né giudicarli.

La modella armena, sempre nella sua intervista, racconta come all’inizio sia stata dura, di come ci sia rimasta male; poi ha messo da parte quelle orrende critiche per concentrarsi su quelle positive, che le hanno permesso di scoprire la persona che è al di là dell’aspetto fisico.

L’insegnamento di Armina Harutyunyan è di non dare importanza a ciò che accade intorno a noi, non ostinarci a fare quello che vogliono gli altri e non modellare il nostro corpo per assomigliare a qualcun’altrə, il tutto per piacere agli altri: ci sono tantissimi modi per essere belli e i primi a cui dobbiamo piacere siamo noi.

L’Otto Marzo

Tutti i corpi devono essere “validi”, meritare rispetto e dignità.

L’Otto Marzo è dedicato alla giornata internazionale dei diritti delle donne, delle loro conquiste sociali, politiche ed economiche, oltre alle loro lotte contro le discriminazioni e le violenze e tutti gli anni i movimenti femministi si attivano per dare rilevanza mediatica a tutte le lotte che vengono portati avanti.

Questa ricorrenza è dedicata soprattutto alle donne, ma se si deve parlare di inclusività, allora bisogna anche ammettere che la lotta al Body Shaming può colpire persino gli uomini, i quali, al pari delle donne, vengono bombardati da immagini di una bellezza irraggiungibile: addominali scolpiti, muscoli tonici, altezza, sguardo, capelli, ecc. ecc.

È importante ricordare che per un uomo mostrare segni di sensibilità e vulnerabilità il più delle volte viene visto come un segno di debolezza, del non essere macho.

Questo per dire che il movimento Body Positive si riferisce a tutti, a tutti coloro che non si sentono accettati e non adatti alla società attuale.

Ad ogni modo, però, bisogna riconoscere che la direzione che si sta prendendo è quella giusta: i giovani di oggi crescono con maggiore sensibilità e delicatezza verso il prossimo e questo grazie al lavoro delle mamme e dei papà, nonché degli insegnanti, i quali inseriscono nell’educazione dei loro piccoli, anche qualche buona regola di accettazione verso coloro che non sono uguali ad essi.

 

 

 

 

 

 

 

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