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Linguaggio inclusivo: siamo certi di utilizzarlo in comunicazione (e non solo)?

Inclusione e rispetto delle diversità sono tematiche che inducono a serie riflessioni e noi di Websonica abbiamo scelto di parlarvi di linguaggio inclusivo proprio nel pride month 2022, il mese delle celebrazioni arcobaleno.

Le parole sono importanti e quando conversiamo con qualcuno ciò che diciamo può ferire, ghettizzare, omologare, stereotipare. 

Quando scriviamo, la faccenda si fa ancora più complicata perché la parola scritta definisce in maniera netta, senza possibilità di smentita, il nostro modo di relazionarci con gli altri e il rispetto che abbiamo verso tutti, indistintamente.

Il linguaggio è tra gli strumenti di espressione più importanti perché rispecchia il mood culturale di un brand o di una società.

Linguaggio inclusivo significa pensare prima di parlare

Usare un linguaggio inclusivo, scegliere accuratamente parole e modi di dire, dovrebbe essere uno dei pilastri della comunicazione.

Nonostante ciò sia, in un certo senso, assodato, sono ancora piuttosto frequenti errori, passi falsi, strafalcioni commessi anche da grandi marchi e colossi del marketing che si occupano di comunicazione e immagine aziendale.

Ricordiamo tutti le accuse di razzismo e sessismo mosse dalla Cina al luxury brand Dolce e Gabbana per uno spot in cui, tra le altre cose, una voce fuori campo commentava: “È troppo grande per te?” mentre la modella asiatica cercava di mangiare un cannolo siciliano con le bacchette.

Ogni passo falso commesso in tal senso può rovinare la reputazione di un’azienda e la comunicazione digital è più inclemente in tal senso perchè non ammette errori. La cancellazione di post o dichiarazioni offensive è captata rapidamente da utenti e haters e viene data in pasto al web attraverso un tam tam che amplifica ed estremizza.

Linguaggio inclusivo cosa si intende e quali sono le ‘stop word’

Per linguaggio inclusivo si intende quello che rispetta, legittima e riconosce qualsiasi identità di genere, che non etichetta le minoranze e che non dà luogo a discriminazioni verso specifici gruppi di persone per sesso, orientamento sessuale, identità di genere, età, etnia, aspetto fisico e stato sociale.

Tra le parole che possiamo considerare una sorta di stop word elenchiamo, non senza reticenze ma a puro scopo divulgativo, le seguenti:

  • Checca
  • Frocio
  • Handicappato
  • Mongoloide
  • Negro
  • Cieco

Nessun copywriter si sognerebbe al giorno d’oggi di utilizzarle, ma non basta mettere al bando una manciata di appellativi per fregiarsi di usare un linguaggio inclusivo.

Dare parola a un brand significa innanzitutto colloquiare con una community in cui ogni utente possa sentirsi accolto.

La comunicazione social deve essere esteticamente meno patinata e il linguaggio meno altisonante e più spontaneo, ma anche più coraggioso inclusivo ed empatico.

Al di là delle parole ‘ancien régime’ che forse nessuno di noi ha nemmeno mai usato nel linguaggio parlato, ci sono oggi altre espressioni o definizioni che sarebbe meglio bandire.

Un linguaggio neutro o inclusivo sotto il profilo del genere va ben oltre il concetto di”politicamente corretto” e vi stupirà pensare a quante espressioni che ci sembrano assolutamente consone e rispettose non lo sono affatto.

Alcuni esempi in materia di linguaggio inclusivo

Calze color carne

Il mercato della moda usa ancora l’espressione color carne per indicare una gradazione di beige chiaro, e quindi escludendo dall’acquisto persone dal colore di pelle diverso dal ‘bianco’.

La dicitura giusta per accessori di queste nuance sarebbe a nostro avviso l’indicazione del pantone di riferimento: Hazelnut, Jet stream, piuttosto che una delle altre affascinanti denominazioni.

Secondo noi di Websonica fa anche più figo avere gambe White Swan, non credete?

Profumo unisex

La parola unisex, che definise i prodotti adatti sia al genere femminile che a quello maschile, non tiene conto dei gender non conformity. 

Le persone non binarie si possono identificare come “senza genere” e collocarsi all’interno di uno spettro di genere tra mascolinità e femminilità, quindi meglio usare iltermine gender free.

Altre soluzioni non standard per il genere neutro sono l’asterisco e lo schwa.

Ragazzi portatori di handicap

L’espressione portatore di handicap non ha davvero ragione d’essere. 

‘Portare’ indica un vincolo e quindi uno svantaggio. La disabilità non è una malattia, ma una condizione che dipende dall’interazione con l’ambiente, quindi non si porta addosso come un sigillo.

L’espressione corretta da utilizzare dunque è persona con disabilità.

Persona di colore

Pur volendo essere una espressione politically correct, rischia di essere discriminatoria.

Tale modo di dire è infatti messo sotto accusa da quanti ritengono che l’eufemismo ‘di colore’ adottato per sostituire l’offensivo negro ponga invece l’accento proprio sul colore. 

Anche la parola ‘nero’, come giustamente osserva l’Accademia della Crusca, non è priva di connotazioni ambigue.

Bisognerebbe dunque utilizzare il colore della pelle solo se strettamente necessario per far comprendere il messaggio che si intende dare, ma ricorrere alla provenienza geografica in tutti gli altri casi.

Linguaggio inclusivo: i generi

Un accenno merita il principio della parità tra uomini e donne e la lotta alla discriminazione fondata sul sesso. In italiano, l’uso della forma generica maschile per indicare entrambi i sessi non è più la prassi prevalente.

Ogni lingua può essere inclusiva, siamo noi a dover scegliere le parole giuste.

Ma attenzione, perché le strategie che tendono ad evitare l’uso del maschile in forma neutra sono insidiose.

Le diciture tipo “Egli/Ella”, “Il/La”, ecc. rendono poco leggibili i testi. L’uso di un linguaggio sensibile al genere deve ricercare forme alternative.

La parola Benvenuto/a può essere sostituita con l’inglesismo ‘Welcome’ o ancora meglio, con ‘Ciao + nome proprio‘, mentre il l’espressione ‘Buongiorno a tutti’, può essere sostituita con  l’asterisco e lo schwa, ‘Buongiorno a tutt*’.

Questa panoramica sui modi di dire di uso comune che purtroppo hanno connotazione negative deve indurci a una riflessione più ampia: su quanto tutti, e in special modo chi si occupa di comunicazione, deve sempre riflettere accuratamente su ciò che scrive, sul significato delle parole e sul rispetto delle persone.

 

 

 

 

 

 

 

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