Lo stato dell’e-commerce in Italia nel 2017

L’e-commerce uno strumento fondamentale per la crescita economica

Allo stato attuale l’ecommerce in Italia è la scelta più conveniente e performante che le aziende possono perseguire in termini di ritorno economico. Questo è quanto emerge da una recente intervista tenuta davanti ai giovani di Confindustria a Davide Casaleggio, co-leader del Movimento Cinque Stelle e presidente della Casaleggio Associati, specializzata nella definizione di strategie digitali e innovative. Gli strumenti offerti dalla rete, quindi, sono la chiave per resistere a colossi come Amazon e allo stesso tempo si costituiscono come un’importante possibilità da sfruttare per portare la crescita della propria azienda (e del paese in generale) in positivo di qualche punto percentuale, con andamento crescente nel corso degli anni.

I numeri dell’e commerce italia del net retail

Stando ai dati sulle vendite e alle tendenze del net retail, oggi, l’economia deve sfruttare al massimo le potenzialità dell’innovazione e di conseguenza si rende sempre più necessario trasformare le aziende tradizionali, rendendole strutture digitali. Le conclusioni si basano su analisi condotte negli ultimi tredici anni sull’impatto e sulle modifiche che l’e-commerce ha portato nelle abitudini dei consumatori. Per farci un’idea: nel 2016, solo in Italia, l’e-commerce ha fatto registrare un più 10% rispetto all’anno precedente, partendo dai 1,6 milioni di euro di fatturato del 2004 diventati 31,7 milioni a fine dello scorso anno. Davide Casaleggio, che ancora oggi cura il blog di Beppe Grillo, è a capo anche di un laboratorio di ricerca per l’editoria, pubblica ebook e vanta un elevato know how per tutto quello che è il settore del web e dei consumi online. Nelle varie analisi del “mercato e-commerce business to consumer” vengono tenuti in considerazioni tutti i settori merceologici dalla vendita dei beni materiali dall’arredamento, alla moda al turismo fino ad arrivare alle scommesse online. Da questi dati emerge che il limite più consistente del quadro generale è l’assenza di venture capital, cioè investitori disposti ad accollarsi l’alto rischio di un progetto con elevato potenziale di sviluppo. Basta dare una rapida occhiata all’italiana Yoox, sviluppata con 20 milioni di finanziamenti pre-Ipo e alla tedesca Zalando cresciuta con 181 milioni di euro, per notare che l’investimento iniziale si ripercuote evidentemente sui risultati in termini di vendite e ricavi.

Strategie per il futuro dell’e commerce in Italia

Purtroppo in Italia le aziende non possono contare su incentivi e finanziamenti ad hoc e nemmeno su agevolazioni mirate a favorire progetti di open innovation. Per come si è evoluto il commercio, la vendita on line è l’unico modo per tenere testa ai concorrenti stranieri e rappresenta un’opportunità unica per abbattere i limiti geografici di una attività, soprattutto pensando che sempre più persone acquistano oltre i propri confini nazionali e che la qualità e la creatività del made in Italy sono ricercate in tutti i settori di produzione. Mentre in Italia nel 2016 l’investimento in startup innovative si aggira intorno ai 161 milioni, in Francia e in Germania sono stati investiti nello stesso periodo rispettivamente 2,7 e 2 miliardi di euro. Nei prossimi 15 anni le aziende italiane potranno giocare un ruolo importante nell’economia mondiale a patto che siano disposte al cambiamento verso una concorrenza virtuale e soprattutto a patto che riescano ad ottimizzare i vantaggi della tecnologia a loro favore.

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