Sempre più frequentemente si sente parlare di storytelling, una parola che racchiude un significato molto ampio.

Letteralmente la traduzione in italiano corrisponde a “racconto di storie”, anche se non è abbastanza precisa come definizione. Ecco perciò, tutto quello che serve sapere sullo storytelling e perché si può considerare a tutti gli effetti uno dei principali biglietti da visita per un brand.

Cosa si intende per storytelling?

Quando si parla di storytelling non si fa riferimento alla semplice arte di raccontare delle storie. Infatti, si tratta di qualcosa di molto più ampio e profondo, ossia una serie di racconti che permettono di creare la giusta empatia tra il brand e gli utenti e che possono offrire qualcosa di raro e molto prezioso.

Con lo storytelling, il primo obiettivo è quello di fare in modo che le persone possano effettivamente riconoscersi all’interno di una storia raccontata e che possa dunque lasciare un segno marcato. Si potrebbe dire, perciò, che lo storytelling non è altro che un approccio attraverso cui si fa emergere il lato nascosto di un determinato brand e lo racconta mediante immagini e video, ma anche parole o eventi, che possano dare dunque un significato ben chiaro. Ed è proprio questo spirito di condivisione a dare un senso allo storytelling come elemento cruciale per la visibilità di un brand.

Storytelling: il modo giusto per entrare nel mondo dell’interlocutore

Una cosa molto importante che vale la pena considerare è che fare storytelling significa prendere una posizione e dichiararla, per cui, inevitabilmente, si finisce per farsi carico di alcuni valori che vengono condivisi. Ecco perché, quando un brand fa storytelling vuol dire che narra una storia che non riguarda solo la propria, ma anche quella degli interlocutori. 

Dunque, si capisce che l’obiettivo è proprio quello di far sì che le persone possano immedesimarsi in quel racconto ed entrare nel mondo che gli è stato creato. L’obiettivo è fare in modo che le persone entrino in questo racconto, al fine di condurle per mano nel mondo che per loro è stato creato. Anche perché, non bisogna dimenticare che il modo in cui le persone possono recepire e interagire con la storia del brand, modifica anche il racconto nel corso del tempo. Questo avviene poiché una storia non è certo immutabile nella mente umana e, perciò, non conosce un finale già scritto, bensì tende ad evolversi col passare del tempo.

Il brand che vuole usufruire dello storytelling sfrutta strumenti visivi o testuali, ma anche icone o suoni per caricarli di senso e riempirli di emozioni e sentimenti che vengono condivisi con gli utenti.

Perché un brand dovrebbe fare storytelling?

Appare così evidente che fare storytelling non è certo una delle cose più semplici. Non si tratta, infatti, semplicemente di scrivere un piccolo racconto, bensì utilizzare uno strumento che può portare a notevoli vantaggi per un brand.

Tra i vantaggi, infatti, non si può certo fare a meno di parlare della possibilità di favorire il senso di appartenenza delle persone al brand. Insomma, lo storytelling può diventare qualcosa ad ampio spettro, capace di portare a dei reali benefici in termini di empatia con le persone, ma anche per quanto concerne la loro fiducia nel brand.

Da cosa iniziare per fare storytelling?

Tra i vantaggi, infatti, non si può certo fare a meno di parlare della possibilità di favorire il senso di appartenenza

Si parte innanzitutto dall’idea di archetipo, ossia delle rappresentazioni mentali che appartengono a ogni persona fin dalla nascita. Si tratta di modelli di comportamento che attengono a una serie di personaggi del racconto e riguardano la personalità e il carattere di ognuno di essi. Si può parlare di svariati archetipi per un brand ed ecco, dunque, qualche semplice esempio:

– SAGGIO – Il brand saggio fa dell’intelletto e della conoscenza un elemento di grande importanza. Sempre alla ricerca della verità e del giusto equilibrio;

– INNOCENTE – Un brand che si possa dire innocente è positivo e molto ottimista, letteralmente puro di cuore. Si tratta dunque di un buono, costantemente alla ricerca della felicità;

– CREATORE – Il brand creatore sicuramente è anticonformista e punta a fare della creatività una vera e propria vocazione, anche se talvolta rischia di essere incostante;

– GOVERNANTE – Il brand governante è sicuramente un leader che detiene il potere e che appare anche molto esigente;Questi sono solamente alcuni esempi che permettono di capire quale possa essere la migliore strategia di comunicazione per lasciare qualcosa al proprio interlocutore.