SMS marketing: quanto costa e come si misura il ritorno
L’SMS marketing è l’invio di messaggi di testo a una lista di contatti con consenso, usato per promozioni, promemoria e richiami. Resta il canale più letto in assoluto: un messaggio arriva sul telefono senza bisogno di aprire un’app, e la maggior parte viene letta entro pochi minuti. Chi lo valuta si scontra quasi sempre con due domande, in quest’ordine: quanto costa davvero un invio, e come si fa a sapere se ha portato vendite reali.
Questa guida risponde alle domande che ci sentiamo fare davvero, nell’ordine in cui arrivano.
Quanto costa un SMS marketing?
Il prezzo per SMS varia molto in base a chi lo vende e a quanti ne invii. Come fornitore diretto, il nostro prezzo è 0,026 € a SMS, con un impegno minimo di un milione di SMS l’anno; sopra quella soglia si scende ancora, su richiesta. Sotto il milione il prezzo si valuta caso per caso, in base al volume reale.
I fornitori italiani pubblicano listini a scaglioni che si fermano molto prima: nessuno arriva a un volume comparabile al nostro impegno minimo, e oltre lo scaglione più alto si passa comunque a un preventivo su richiesta, esattamente come sotto il milione da noi.
| Fornitore | Scaglione più alto a listino pubblico | Prezzo per SMS |
|---|---|---|
| Websonica | 1.000.000 SMS/anno (impegno minimo) | 0,026 € |
| Aruba | 50.000 SMS | 0,0375 € + IVA |
| Skebby | 36.666 SMS | 0,0750 € (IVA esclusa) |
| SMSHosting | 20.000 SMS | 0,0560 € (IVA esclusa) |
Rilevazione del 22/09/2026, stessa data e stesse fonti della pagina SMS marketing, dove trovi anche Esendex e il dettaglio di ogni listino.
Da cosa dipende il prezzo di un invio?
Tre variabili, quasi sempre: il volume (più invii impegni, più il prezzo per SMS scende), il passaggio da un rivenditore (ogni intermediario tra te e la rete aggiunge un margine che finisce nel prezzo finale) e il tipo di canale (P2P, pensato per la messaggistica personale a basso volume, ha un costo diverso da A2P, pensato per le aziende che inviano a volume). Un listino che sembra più basso di un altro può nascondere un volume massimo molto più basso, o un canale diverso: il confronto vale solo a parità di scaglione, mai sul singolo numero isolato.
Come si misura il ritorno di una campagna SMS?
Non basta contare quanti SMS sono stati consegnati: quello dice se il messaggio è arrivato, non se ha portato una vendita. Per collegare un invio a un ricavo servono due cose:
- un codice sconto univoco per campagna (o per invio, se il volume lo giustifica), che si applica solo a chi lo usa e che quindi si può contare;
- oppure un link tracciato, che porta a una pagina dedicata e lascia un parametro nel tracciamento: sai da lì quante visite e quanti acquisti sono arrivati proprio da quell’SMS.
Il nostro cliente che invia oltre un milione di SMS l’anno lavora così: ogni campagna ha un proprio codice, e ogni vendita che lo usa si ricollega all’invio che l’ha generata (dati dimostrabili su richiesta). Senza questo aggancio, un aumento di vendite nella stessa settimana di una campagna resta una coincidenza plausibile, non una prova.
Perché serve un gruppo di controllo?
Perché anche senza inviare nulla, una parte dei tuoi contatti compra comunque, in una settimana qualsiasi. Se non lo sai, rischi di attribuire all’SMS un risultato che sarebbe successo comunque. Il modo per saperlo è l’holdout: prima di inviare la campagna, escludi una parte dei contatti altrimenti idonei, quella parte non riceve l’SMS ed è il tuo termine di paragone. Confronti poi le vendite del gruppo che ha ricevuto il messaggio con quelle del gruppo escluso, nella stessa finestra di tempo: la differenza tra i due, non il numero assoluto di chi ha comprato, è il ritorno reale che puoi attribuire alla campagna.
Un dettaglio che confonde spesso chi comincia: redemption e conversione non sono la stessa cosa, e non vanno mai messe una accanto all’altra come se lo fossero. La redemption è quante volte il codice è stato usato; la conversione è quante vendite sono arrivate davvero, nella finestra che hai deciso di misurare. Un codice può essere usato più volte dalla stessa persona, o condiviso con chi non ha mai ricevuto l’SMS: solo la conversione, confrontata con l’holdout, dice quanto ha reso la campagna.
Quanto serve inviare per avere una misura affidabile?
L’holdout funziona bene quando il gruppo escluso è abbastanza grande da non essere rumore statistico: su poche decine di contatti, la differenza tra chi ha ricevuto l’SMS e chi no si confonde facilmente con la normale variabilità delle vendite. Su liste ampie e invii ricorrenti, come il caso che citiamo sopra, il gruppo di controllo diventa una misura stabile campagna dopo campagna, e non solo un confronto isolato.
Quando conviene un fornitore diretto invece di una piattaforma a canone?
Se il volume annuo è alto e prevedibile, un fornitore diretto con impegno minimo, come il nostro, costa meno per SMS di quasi ogni piattaforma a scaglioni, perché non paghi il margine di un rivenditore in mezzo. Se il volume è basso o irregolare, l’impegno minimo non conviene: in quel caso il prezzo si concorda caso per caso, sul volume reale che pensi di fare, non su una tabella a scaglioni generica.
L’invio degli SMS non vive su una piattaforma a parte: parte dalle stesse automazioni di LeadGen AI che gestiscono anche email e WhatsApp, sullo stesso contatto e con lo stesso consenso tracciato, con un report di consegna per singolo messaggio. Chi lo usa con più continuità, per richiami e promemoria, lo fa spesso in settori con appuntamenti fissi, come gli studi dentistici. Se vuoi vedere il prezzo per il tuo volume reale, parliamone.
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